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LA FILIAZIONE DIVINA NEL MISTICISMO EBRAICO

Progetto di ricerca coordinato da Enrico Lucca*

Descrizione 

Il progetto annuale di ricerca nell’ambito delle Scienze delle religioni è incentrato sulla traduzione del testo “Ben: Sonship and Jewish Mysticism” (Continuum, Replica Watches 2007) di Moshe Idel. Come è noto Idel  è oggi unanimemente considerato il più importante esperto di misticismo ebraico e uno tra i più influenti studiosi nell’ambito degli studi religiosi. A lui si devono una serie di studi fondamentali per la comprensione della letteratura cabbalistica e del posto che essa ha occupato all’interno della storia dell’ebraismo.
Con questo testo, Idel si propone il compito non facile di presentare in un quadro sistematico l’evoluzione del concetto di filiazione divina nel misticismo ebraico a partire dalle sue prime occorrenze nella letteratura biblica fino al Chassidismo. Si tratta di un’opera molto importante perché colma una lacuna all’interno degli studi ebraici e della storia del misticismo. Nonostante, infatti, l’idea di filiazione divina abbia avuto grande rilevanza per il cristianesimo, mancava un’analisi perspicua e approfondita delle sue declinazioni all’interno della tradizione ebraica. Per lungo tempo, a dire la verità, gli studiosi dell’ebraismo, forse proprio in chiave anticristiana, avevano sottovalutato il concetto di filiazione divina ritenendolo qualcosa di marginale e poco rilevante. Con questo libro, che si estende per oltre settecento pagine divise in sei capitoli, Idel dimostra che non è così, soffermandosi con grande precisione sull’analisi di frammenti testuali da cui emerge il ruolo centrale dell’idea di filiazione ed offrendo un’interpretazione diacronica di come questa idea sia stata sviluppata all’interno delle diverse correnti del misticismo ebraico.
Nell’introduzione, Idel opera una fondamentale distinzione fenomenologica all’interno del concetto di filiazione, identificando due diversi vettori: quello teofanico e quello apoteotico. Il vettore teofanico si riferisce alla creazione, da parte divina, di un’entità mediana tra Dio e l’umanità. Il vettore apoteotico è ricondotto invece al movimento inverso, avendo a che fare con la trasformazione mistica dell’umano in un’entità divina cui spesso, nelle fonti, vengono assegnate le caratteristiche di “figlio”. A partire da questa distinzione, nei vari capitoli del libro (cui segue un imponente apparato di note e una vasta bibliografia) Idel mostra come anche nelle varie forme mistiche della tradizione ebraica esista un ampio e molto vario corpo di testi direttamente connessi con il concetto di filiazione.
Il primo capitolo si occupa della letteratura rabbinica e di quella cosiddetta dei “palazzi” (Hekhalot). Particolarmente interessante, in tale contesto, è l’identificazione, da Idel riscontrata in diversi testi, della figura angelica di Metatron con quella del figlio divino. Il secondo capitolo si occupa della figura del “figlio” nel misticismo delle comunità renane e askenazite. Alla Kabbalah estatica e in particolare ad Abraham Abulafia è dedicato il terzo capitolo. Idel analizza le opere di Abulafia, mostrando come il mistico abbia interpretato la sua stessa figura come capace di trasformarsi, messianicamente, nel figlio di Dio adottando una filosofia di matrice neo-aristotelica e con l’aiuto della meditazione sulle lettere dell’alfabeto ebraico. Nel quarto capitolo, l’immagine della filiazione divina è indagata in un ambito differente della ricerca cabbalistica, quello teosofico-teurgico. Idel passa dunque in rassegna le principali opere e correnti, dal libro “Bahir” allo “Zohar”, per arrivare alla Kabbalah di Tsfat, Cordovero, Luria e Chaim Vitale, fino a Shabbetai Tzevi e alle opere del teologo sabbatiano Abraham Miguel Cardoso. Il quinto capitolo è molto importante, soprattutto per una diretta comparazione con il cristianesimo, perché l’autore si concentra sugli autori del Rinascimento, facendo particolare riferimento alla Kabbalah cristiana e all’importanza che la nozione di “figlio di Dio” ha assunto in questo ambito speculativo. Infine, nell’ultimo capitolo, Idel affronta il Chassidismo, ricollegando la nozione di “filiazione” a quella dello “tsaddik” e concentrandosi, in particolare, su una parabola del Baal Shem Tov e sulla sua ricezione all’interno della tradizione chassidica. Particolarmente interessante, nell’appendice al testo, è il tentativo di dimostrare come, nel Medioevo, sia esistito un “culto di Metatron”, venerato come entità intermedia e a cui venivano dirette preghiere e invocazioni.
Questo libro offre dunque un importantissimo e imprescindibile contributo per chiunque in futuro vorrà occuparsi di questi temi. E, allo stesso tempo, per la particolarità del tema trattato, è anche un contributo fondamentale per chiarire aspetti del rapporto tra ebraismo e cristianesimo finora quasi del tutto inesplorati.
Oltre alla traduzione del libro il progetto prevede un incontro di discussione con esperti del tema trattato.

Eventi
LA FIGURA DEL FIGLIO NEL MISTICISMO EBRAICO E CRISTIANO
Il seminario La figura del Figlio nel misticismo ebraico e cristiano si terrà il 26 marzo 2015 presso la sede della Fondazione Centro Studi Campostrini di Verona, con l'intervento di MOSHE IDEL, MASSIMO CACCIARI, MARCO VANNINI, SAVERIO CAMPANINI, ENRICO LUCCA.
 


 
 
* Enrico Lucca (1983) si è laureato con la prof.ssa Maria Cristina Bartolomei discutendo una tesi su Edmond Jabès, premiata nel febbraio 2009 dall'Accademia Lombarda Scienze e Lettere. Da gennaio a luglio 2011 è stato visiting research fellow presso il Franz Rosenzweig Minerva Center for German-Jewish Literature and Cultural History della Hebrew University of Jerusalem. Da gennaio a luglio 2012 è research fellow presso il medesimo istituto. Nel Febbraio 2012 ha conseguito, presso l'Università degli Studi di Milano, il titolo di dottore di ricerca in filosofia difendendo una tesi dal titolo: “Una visione dialettica della storia ebraica. Gershom Scholem e l'eredità del messianismo”. Nel 2011 ha pubblicato La Scrittura in esilio: ermeneutica e poetica in Edmond Jabès (LED). Suoi saggi sono apparsi su «Filosofia e Teologia», «Naharaim» e «Calixtilia».
 
Curriculum completo di Enrico Lucca - http://sdaff.it/partecipanti/profilo/enrico.lucca
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