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MASSIMO GIUNTINI E DUCTIA

In viaggio con la migliore World Music
Adottando il nome di una danza in due movimenti in voga in Italia del XII secolo, il trio Ductia nasce alla fine del 1993 dall'incontro di Massimo Giuntini, ex-Modena City Ramblers e collaboratore di Mazzepeul e Whisky trail, audemars piguet royal oak replica da sempre appassionato ai fenomeni musicali dell’area anglossassone e virtuoso dei bouzouki, uillean pipes e whistle, il chitarrista d’avanguardia Stefano Santoni e il tastierista elettronico Carlo Gnocchini, che ha alle spalle una vasta esperienza nell’ambiente rock progressivo, del jazz e del pop. Gli strumenti etnici o tradizionali - quali ad esempio la cornamusa irlandese, le bombarde, i diversi flauti, il bouzouki - di Massimo Giuntini, poggiano su arie, suoni, loops generati da tastiere o elaborati al computer. L’elemento elettronico, che è un altro aspetto determinante e innovativo della band, si unisce così da un lato alle suggestive esecuzioni di Massimo Giuntini, dall’altro alle immediate e dirette sonorità della chitarra di Stefano Santoni e alle soluzioni armoniche delle tastiere di Carlo Gnocchini. Ciò che progressivamente ne risulta è un’esplorazione sonora di diverse aree geografico-musicali, dove passato e presente si fondono e si compenetrano continuamente attraverso le ripetute combinazioni di componenti musicali disparate fino a consolidarsi in un ponte musicale tra spazi e tempi diversi, reali e simbolici, classificabile forse soltanto come world music. 
I Ductia hanno all'attivo tre CD: “Ductia”, “Il Ramo d'Oro” e “Blue Planet”, e sono apparsi anche svariate volte in compilations allegate alle riviste “Avalon”, “Keltika”, “New age & new sounds”, “Celtica”.

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