Editoria - Libri

Scienze delle religioni

di Moshe Idel
Traduzione di Enrico Lucca

 
Con questo secondo volume, panerai luminor marina 1950 replica Moshe Idel prosegue la sua indagine sulle molteplici forme in cui il concetto di filiazione divina ha trovato espressione nelle varie correnti del misticismo ebraico. Dopo essersi occupato della letteratura delle origini, del medioevo askenazita e della complessa elaborazione cabbalistica di Abraham Abulafia, Idel si sofferma ora sul grande corpus della letteratura zoharica, sulla riflessione mistica del Rinascimento Italiano - esaminando in dettaglio la relazione tra mistica ebraica e Qabbalah cristiana - sulla Qabbalah di Tsfat (Cordovero e Luria), sugli scritti teologici appartenenti alla tradizione sabbatiana e sui diversi rami della letteratura chassidica. Infine, nell’appendice Idel torna ancora una volta sulla figura
di Enoc/Metatron, di cui si era già occupato nella prima parte del libro, per chiarire alcune questioni relative all’interpretazione di questa importante figura. Nel suo complesso, il libro costituisce un contributo unico e senza precedenti, uno studio di grande erudizione volto a generare una riflessione critica su un concetto fondamentale sia per l’ebraismo sia per il cristianesimo in un’originale prospettiva fenomenologica e comparatistica.
 
Autore
Moshe Idel è oggi unanimemente considerato il più importante esperto di misticismo ebraico e uno tra i più influenti studiosi nell’ambito degli studi religiosi. Professore di Pensiero ebraico alla Hebrew University di Gerusalemme, a lui si devono una serie di studi fondamentali per la comprensione della letteratura cabbalistica e del posto che essa ha occupato all’interno della storia dell’ebraismo. La prima parte dell’opera Il Figlio nel misticismo ebraico. Tarda antichità, medioevo aškenazita e qabbalah estatica è stata pubblicata per le nostre edizioni nel 2013.


Prezzo di copertina 25,00 € - sconto del 20%
Codice ISBN: 9788889746202 | Pagine: 328 | Prezzo: 20,00 €
Torna all'elenco
Apri Scheda Editoriale