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Filosofia della religione

di Giuseppe di Salvatore

Questo saggio, risultato del lavoro seminariale svolto nel 2013 presso la Fondazione Centro Studi Campostrini, avanza una proposta teorica sulla base di un’ipotesi. L’ipotesi è che quando usiamo il vocabolario della credenza diciamo qualcosa di specifico e irriducibile ad altre nozioni. Alla ricerca del nucleo di irriducibilità e specificità della credenza Giuseppe Di Salvatore scarta tutte quelle forme di credenza che dipendono in maniera più o meno diretta da una considerazione in termini di conoscenza o da un’implicazione della verità. Se alcuni tipi di giustificazione della credenza possono essere utili a individuarne l’irriducibilità, solo le credenze primitive, una complessa nozione di “credenza soggettiva” e un originale modello fiduciario della credenza fungono da buoni candidati per difendere la specificità della credenza. Dopo la discussione di alcune tesi di Ludwig Wittgenstein e il ricorso a fonti eterogenee, da William James a Henry Habberley Price fino a Niklas Luhmann, l’autore propone la nozione originale di “credenza progressiva” come il miglior candidato che confermi l’ipotesi di partenza. In essa una precisa idea di rischio e la fiducia, al cui dibattito è dedicata un’ampia attenzione, contribuiscono a delineare la credenza progressiva insieme ad alcuni suoi aspetti soggettivi, così profilandola come una postura sperimentale. «Quando crediamo (progressivamente) immaginiamo, rischiamo, produciamo norme, ci proiettiamo nella dimensione di ciò che è creduto, proponiamo agli altri di fare lo stesso». Il saggio si completa con una riflessione sulla peculiarità della questione filosofica della credenza religiosa, la quale viene approcciata nella sua preliminare generalità, quindi confrontata con la credenza progressiva. Da tale confronto emerge come la credenza progressiva costituisca il terreno comune delle credenze religiose e di quelle non religiose, così permettendo di difendere una visione continuista, o gradualista, della distinzione tra credenze religiose e non religiose. In chiusura vengono indicati alcuni necessari approfondimenti e vengono prospettate alcune interessanti applicazioni di questa proposta teorica in diversi ambiti di analisi. Un’importante conseguenza applicativa va rinvenuta nell’ambito politico-religioso, in cui la credenza progressiva permetterebbe un nuovo rilancio del dialogo interreligioso e una soluzione originale della questione della presenza della religione nella società civile, originale tanto rispetto alla soluzione liberale che ha contraddistinto la modernità, tanto rispetto a quelle soluzioni postliberali che si dimostrano nostalgiche di vecchi e nuovi integralismi.
 
 
 
Autore
Giuseppe Di Salvatore (1977), addottoratosi nel 2007 tra Roma e Parigi in filosofia con una tesi sull’intenzionalità, si è occupato principalmente di filosofia della religione, di fenomenologia e di epistemologia. Dopo un post-doc all’Università di Ginevra, collabora dal 2009 presso la Fondazione Centro Studi Campostrini, fino al 2013 come responsabile delle attività di filosofia della religione. Presso la Fondazione si è occupato con saggi e curatele di autori come Jean Héring, Eugenio Coseriu, Jan Patocka,

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Codice ISBN: 9788889746226 | Pagine: 105 | Prezzo: 12,00 €
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